TORCHIAROLO - Era l'ultimo rifugio di Tonino Screti, a torto o ragione definito per anni il "cassiere della Scu". Una grande villa in contrada Santa Barbara, tra Torchiarolo e San Pietro Vernotico, circondata da terreni e vigneti già confiscati.
Fresco di legalità, è scritto sui sacchetti distribuiti oggi nelle piazze di Roma, Bologna e Rosarno. Dentro, verdure fresche e sane perché depurate da quelle contaminazioni mafiose che troppo spesso avvelenano i territori. Sono i finocchi coltivati abusivamente dalla 'ndrangheta su terreni che già le erano stati confiscati ad Isola Capo Rizzuto, in Calabria.
Quando te lo vedi arrivare con la giacca di pelle nera e la camicia viola sembra un John Belushi di buon umore. Quando ci parli e gratti un po' sui suoi studi, viene fuori il filosofo. Tesi di laurea sulla modernità liquida, una passione per Sartre e per Gramsci e, manuale di liceo alla mano, una smaccata preferenza per Platone e il Kant della ragion pratica.