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Mafia? No grazie!

Fare i regali è certamente divertente, lo è di più se si riesce a trovare un'idea originale, che abbia costi contenuti e perché no, che sia qualcosa di "utile". Il paniere dei prodotti delle cooperative di Libera Terra risponde fedelmente a tutti questi requisiti. Acquistabile in tutte Le Botteghe dei Sapori e dei Saperi della Legalità (elenco completo sul sito www.liberaterra.it) via internet e in alcuni punti vendita della grande distribuzione, è sicuramente un'idea regalo che grazie ai prodotti biologici nati sui territori confiscati alla mafia, coniuga la qualità alla volontà di fare la propria parte per costruire un Paese libero da tutte le mafie, un gesto concreto per rafforzare un'economia giusta e legale. L'acquisto del paniere sosterrà la costituzione di una nuova cooperativa nei territori di Belpasso, Lentini e Ramacca in provincia di Catania e Siracusa, sui beni confiscati a Cosa Nostra. Nata il 25 marzo 1995 con l'intento di sollecitare la società nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia, oggi Libera Terra collabora con oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. "I nostri progetti affondano le loro radici nel 2001 anno in cui nacque la Cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra, progetto pilota di Libera per la rinascita delle terre confiscate ai boss con l'obiettivo di dar vita a un'azienda che coltivasse prodotti biologici. - dichiara Cosimo Marasciulo, portavoce di Libera - Partimmo su un territorio di 160 ettari sequestrati a Riina e Brusca. Oggi le cooperative contano su 500 ettari di terreno e si trovano in Sicilia ma anche in Puglia, Calabria, Campania e Lazio". La scelta del metodo biologico è parte integrante della filosofia di Libera Terra; avere un basso impatto ambientale significa trattare con dignità la terra. E dignità e rispetto sono le parole d'ordine anche per i dipendenti delle cooperative. Dopo un lungo periodo di diffidenza e di paura da parte delle persone a iniziare a lavorare a un progetto tanto ambizioso, oggi chi lavora per Libera Terra è orgoglioso.
 
"Vini, pasta, legumi, olio, miele, conserve: sono solo alcuni dei prodotti che vengono dalle nostre cooperative - continua Marasciulo - inizialmente chi sceglieva i prodotti di Libera lo faceva principalmente per sostenere una causa etica; oggi non è più così. Tutte le cooperative offrono prodotti biologici di alta qualità e il nostro obiettivo è quello di fidelizzare i clienti proprio facendo leva sul valore delle nostre materie prime. La filosofia è prodotti di ottima qualità anche perchè, dentro, c'è il sudore, la passione e il coraggio dei ragazzi delle cooperative che hanno detto "No alla mafia" e che ogni giorno, superando mille difficoltà, lavorano la terra e lottano contro le mafie".
 
Alessandra rapalli su Stilenaturale.com | 1 dicembre 2009

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Comunicati

  1. Mafia: carta Coop aiuta nascita aziende su beni confiscati

    BOLOGNA, 19 DIC - Una carta per finanziare una cooperativa sociale che nella Sicilia orientale, su 80 ettari di terreni incolti confiscati alla mafia (e assegnati alle cooperative di 'Libera' di don Luigi Ciotti), coltivera' derivati degli agrumi, come limoncello e marmellate biologiche, che saranno venduti nei negozi di Coop Adriatica con il marchio 'Libera Terra'.

  2. Camorra: 5000 libri donati a coop "Le terre di don Peppe Diana"

    (ANSA) - CASERTA, 19 DIC - Cinquemila libri sono stati consegnati oggi a Castel Volturno dall'assessore al comune di Ponsacco (Pisa) ai referenti della cooperativa 'Le terre di don Peppe Diana', che operera' su un vasto terreno confiscato a Michele Zaza, noto esponente della camorra napoletana e produrra' la 'mozzarella della legalita''.

  3. Domani 17 novembre alle 9:08 su Raiuno: "Fa' la cosa giusta: le strade del riscatto per i ragazzi del sud"

    Il riscatto di cento ragazzi , che sono rimasti o tornati al Sud per un" lavoro vero" nelle cooperative che negli anni hanno recuperato piu' di seicento ettari di terra confiscati alla mafia in Sicilia, Campania, Puglia e Calabria.