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Isola di Capo Rizzuto: portiamo in piazza la freschezza di libertà e di legalità

L'orzo raccolto sui terreni confiscati a Isola Capo Rizzuto
L'orzo raccolto sui terreni confiscati a Isola Capo Rizzuto

ISOLA CAPO RIZZUTO (CROTONE), 10 LUG - 'Siamo qui per unire quello che le mafie dividono, saldando le parole ai fatti concreti, la speranza ai progetti, la memoria ai diritti, alle opportunita'. Siamo qui per saldarci gli uni, gli altri. Unire le nostre forze, le nostre idee e le
nostre competenze'.

Lo ha detto don Luigi Ciotti, presidente di Libera, a Isola Capo Rizzuto, a margine della manifestazione in corso nella cittadina calabrese dopo la serie di intimidazioni subite dal sindaco, cui e' stata data alle fiamme l'auto, dal vice sindaco e dal capo dell'ufficio tecnico.
'No alla violenza - ha aggiunto don Ciotti - da qualunque parte arrivi. No a chi assassina la speranza. Siamo qui non per esprimere solidarieta' ma per esprimere corresponsabilita',
desiderio di cambiare per il bene comune. Essere cittadini significa essere corresponsabili perche' speranza vuol dire camminare insieme. Siamo qui anche per dire che non possiamo lottare contro le mafie senza le politiche sociali, il lavoro, la tutela dei diritti e delle politiche economiche mirate al territorio. La ricchezza della democrazia e' data dalla possibilita' e dal coraggio di portare avanti impegni concreti. Quando una comunita' e' ferita e la dignita' spiazzata, e' messa a rischio la liberta'. La rassegnazione non puo' appartenere al nostro orizzonte. Nessuno si volti dall'altra parte'.
 
In tanti stanno partecipando alla manifestazione che, partita dal palazzo comunale, sta attraversando le strade della cittadina del crotonese. Bandiere di Libera, striscioni e cartelli accompagnano il corteo al quale partecipano tanti cittadini, rappresentanti istituzionali, i sindaci del crotonese e numerose associazioni.

 
GIRASOLE: VADO AVANTI. DON CIOTTI, NO A CHI ASSASSINA SPERANZA (ANSA) - ISOLA CAPO RIZZUTO (CROTONE), 10 LUG - Isola Capo Rizzuto e' scesa in piazza per dire no all'escalation di intimidazioni mafiose ai danni degli amministratori. Un corteo lungo e colorato - aperto dal sindaco Carolina Girasole e da don Luigi Ciotti, presidente di Libera, che ha voluto essere presente - ha inteso testimoniare la propria vicinanza al sindaco, al vicesindaco Anselmo Rizzo e al responsabile dell'Urbanistica, Agostino Biondi, dopo che nei giorni scorsi ignoti hanno dato alle fiamme le loro automobili. Ma la partecipazione, proprio a seguito dell'appello lanciato dal primo cittadino dinanzi allo stillicidio di messaggi intimidatori dei giorni scorsi, e' stata corale: dai rappresentanti delle istituzioni, alla politica, alle forze dell'ordine, all'associazionismo (dalle parrocchie e ai gruppi giovanili) ai tantissimi semplici cittadini. 'Oggi posso dire che non sono sola - ha detto il sindaco donna di Isola Capo Rizzuto, realta' ad alta densita' mafiosa, in carica da due anni - e questo mi fa andare avanti a testa alta e con piu' decisione. La scommessa e' stata vinta la gente c'e' e questo da' senso al coraggio e alla responsabilita' per andare avanti. Il fatto che la gente sia qui mi consola e mi fa guardare con occhi diversi ai momenti di sconforto che ho vissuto negli ultimi giorni'. A fianco di Carolina Girasole c'e' don Ciotti. 'Siamo qui - ha detto il sacerdote - per unire quello che le mafie dividono, saldando le parole ai fatti concreti, la speranza ai progetti, la memoria ai diritti, alle opportunita'. Siamo qui per saldarci gli uni, gli altri. Unire le nostre forze, le nostre idee e le nostre competenze. No alla violenza da qualunque parte arrivi. No a chi assassina la speranza. Siamo qui non per esprimere solidarieta' ma per esprimere corresponsabilita', desiderio di cambiare per il bene comune. Essere cittadini significa essere corresponsabili perche' speranza vuol dire camminare insieme'. Tante le bandiere di Libera e Libera Terra e gli striscioni come quello con su scritto 'Pace e giustizia marciano insieme' che hanno punteggiato il lungo serpentone umano. Presenti anche la Regione Calabria, rappresentata dalla vicepresidente della Giunta, Antonella Stasi, e i sindaci del crotonese, a cominciare dal primo cittadino del capoluogo di provincia Peppino Vallone. Dopo l'intervento del sindaco, che ha letto un messaggio di adesione del vescovo di Crotone mons. Domenico Graziani, spazio alla musica.

  

 

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