
La Cooperativa sociale Placido Rizzotto - Libera Terra nasce nel 2001 grazie al progetto Libera Terra, promosso dall'associazione Libera e dalla Prefettura di Palermo: le terre confiscate ai boss mafiosi del corleonese, dopo anni di abbandono, tornano così a essere coltivate. La Cooperativa opera sulle terre del Consorzio di Comuni "Sviluppo e Legalità" ove effettua l'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati, creando opportunità occupazionali ispirandosi ai principi della solidarietà e della legalità. Il metodo di coltivazione scelto sin dall'inizio è quello biologico e le produzioni sono tutte artigianali, al fine di garantire la bontà e la qualità dei prodotti che conservano il sapore antico della tradizione siciliana. La Cooperativa aderisce a Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie.
Etica e Responsabilità.Linee generali codice comportamentale della Cooperativa

Placido Rizzotto era un giovane contadino corleonese che, nell'immediato dopoguerra, dopo aver combattuto le lotte partigiane, scelse la via dell'impegno sindacale nella sua Corleone. Una città che in quel periodo vedeva tante famiglie di contadini ridotte alla fame ed alla miseria dalla prepotenza dei mafiosi e degli agrari. Ogni mattina, nella piazza centrale, si ripeteva il triste rito della designazione di coloro che sarebbero stati ammessi al lavoro: da un lato i contadini con il cappello in mano, dall'altro i campieri e i gabbeloti che li chiamavano ad uno ad uno, escludendo tutti quelli che avevano avuto il coraggio di chiedere il rispetto dei propri diritti di uomini e lavoratori. Placido si ribella a questo stato di cose. Inizia a costituire delle cooperative e a occupare i feudi abbandonati ed incolti, dando una possibilità di riscatto a se stesso e ai suoi compagni e ridicolizzando la mafia di Luciano Liggio. Fu proprio Liggio, intollerante per le continue e sempre più incisive iniziative di Placido, ad assassinarlo il 10 marzo 1948, durante una vile imboscata nelle campagne corleonesi. I resti di Placido furono ritrovati cinquant'anni dopo in una foiba di Rocca Busambra. Al suo posto, venne eletto segretario della Camera del Lavoro di Corleone, il giovane Pio La Torre. Grazie al sacrificio di Placido, e dei tanti sindacalisti che osarono ribellarsi e contrastare lo strapotere mafioso, oggi la Cooperativa Placido Rizzotto può coltivare le terre strappate alla mafia, facendone diventare fonte di lavoro e di libertà.